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Lasciare andare è la cura

Sono lenta e della mia lentezza ho avuto paura. Dove oggi giace un fiore libero nella sua quiete di silenzi dipinti a voce bassa, per tanto tempo è esistito un tempio di temporali assordanti. Da qui i volti delle persone appaiono piú luminosi, i movimenti delle labbra fanno musiche, il calore del vuoto e dell’ordine ricamano un caos che fa gospell con le poche cose da organizzare. Mi sono innamorata di questi momenti lunghi. Per osservare un ciclamino bianco. Per ascoltare il profumo di una candela. Il profumo del caramello salato. I crack dei pop corn al Cinema. Il velluto sotto i piedi nei corridoi degli hotel londinesi. Il cuscino di piume. Il sorriso di un amico. La paura di chi deve cambiare città, abitudini. Le fragilità umane hanno una risonanza diversa quando il tempo lo decidi tu. Persino le parole che diciamo sembrano più morbide. Gli abbracci. Il sapore del caffè. Il potere della lentezza che per tanti anni è stato un limite oggi per me è un’insegna luminosa. “Devi fare veloce, devi essere più sveglia, muoverti di più, sei troppo lenta!” Il mio aquilone era rotto ma tutti noi siamo vento. E oggi in questa grande quiete lo sono con te e con chi mi ama così come sono. Perché nessuno può restare a lungo invisibile a sé stesso. Lasciare andare è la cura. TR #vanityfat #lemattocchie